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IMPEGNIAMOCI AD ESSERE FELICI: QUESTO LO SLOGAN PER LA GIORNATA MONDIALE VOLUTA DALL’ONU

Oggi ricorre la giornata mondiale della felicità voluta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Una giornata dove è necessario garantire a tutti la felicità non dimenticando ovviamente la concretezza dei tempi nei quali viviamo, tempi che si possono, anzi che sono inquieti.

Giorno dopo giorno si avverte sempre di più la consapevolezza che ogni essere umano avverte di realizzare il suo “innato” desiderio di felicità.

Tracce “recenti” le troviamo anche in ambito giuridico. Basta vedere la decisione che adottarono gli Stati Uniti nel momento in cui i suoi  legislatori si apprestavano a redigere la Costituzione. Questa necessità dell’essere felici, progressivamente poi si è estesa anche agli altri Stati.

Tornare indietro nel tempo per comprendere l’autenticità dell’essere felici

Si può dire però che bisogna andare molto indietro nel tempo per poter affermare che ciò di cui parliamo non è affatto una novità.

La necessità ad essere felici è qualcosa che è nata con la comparsa dell’uomo sulla terra. Però, purtroppo, per poterne comprendere pienamente il significato si è dovuto attendere la declinazione del pensiero filosofico. Solo “l’amore per la sapienza” ha consentito di dare a questo concetto la sua reale importanza.

Molto probabilmente, oggi ci siamo dimenticati, di tutto ciò. La nostra epoca, nella quale prevale una ricerca esasperata del benessere ci sta sempre maggiormente allontanando dall’essere autenticamente felici. I nostri “moderni” comportamenti” potrebbe crearci non pochi problemi se non riusciremo a comprendere che la felicità, quella autentica, può essere “riscoperta” e vissuta pienamente solo condividendo, spendendo la nostra vita nella costruzione di un ambiente comune dove ci sia piena collaborazione con il nostro prossimo.

D’altronde sono stati proprio i primi filosofi ad insegnarci che l’uomo è “un animale sociale”, il quale può scoprire realmente se stesso, nella sua profondità e nel suo io più nascosto solo vivendo insieme ai suoi simili.

Proprio per questo motivo, e io direi non a torto, si è reso necessario un ulteriore impegno “legislativo” che ci rimettesse sulla  giusta rotta.

 

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