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La religione a scuola è momento di ascolto e di confronto, queste le parole della CEI

Interessante il messaggio che la Conferenza Episcopale Italiana ha diffuso mentre le scuole italiane stanno ricevendo le iscrizioni per il prossimo anno scolastico.

L’Insegnamento della Religione Cattolica vuole essere “un’occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più ingenuamente radicali dei piccoli a quelle talora più impertinenti degli adolescenti”. In tal senso, “le indicazioni didattiche in vigore per l’Insegnamento della Religione Cattolica danno ampio spazio a queste domande; a loro volta, gli insegnanti di religione cattolica sono preparati all’ascolto, presupposto per sviluppare un confronto serio e culturalmente fondato”.

L’Insegnamento della Religione Cattolica, dicono ancora nel loro messaggio dei vescovi italiani, “è il luogo più specifico in cui, nel rigoroso rispetto delle finalità della scuola, si può affrontare un discorso su Gesù. Come insegna Papa Francesco, non si tratta di fare proselitismo, ma di offrire un’occasione di confronto per lasciare che ognuno possa, nell’intimo della propria coscienza, trovare risposte convincenti”.

Di qui l’augurio che “anche quest’anno siano numerosi gli alunni che continueranno a fruire di tale offerta educativa, finalizzata ad accompagnare e sostenere la loro piena formazione umana e culturale”.

Grazie alla revisione del Concordato del 1984, l’insegnamento della religione cattolica, sottolineano ancora i vescovi, “si è ormai consolidato come apprezzata componente del curricolo scolastico ed è scelto da una maggioranza ancora cospicua di studenti e famiglie, che vi trovano risposta soprattutto in termini di formazione personale, di proposta educativa e di approfondimento culturale”.

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