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La Dichiarazione universale per i diritti dell’uomo compie 70 anni

L’educazione ai diritti umani è molto più di lezioni scolastiche o di una giornata a tema; è un processo per equipaggiare le persone con gli strumenti necessari per vivere le loro vite in sicurezza e dignità” (Kofi Annan)

L’affermazione del Segretario generale delle Nazioni Unite ha lo scopo di guidarci lungo un percorso che ha l’obiettivo di costruire quel senso di legalità e di sviluppo che deve accompagnate ogni studente affinché sia in grado di individuarlo e metterlo durante la propria esistenza.

Cosa è la DICHIARAZIONE PER I DIRITTI DELL’UOMO

È un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi con la risoluzione 217A.

Votarono a favore 48 membri su 58. Nessun paese voto, otto nazioni però si astennero. La Dichiarazione doveva essere applicata in ogni stato che aderiva all’ONU.

Alcuni esperti del diritto internazionale ha sostenuto che ormai essa è diventata vincolante in quanto si può considerare una parte integrante del diritto internazionale.

La sua storia

La dichiarazione è frutto di una elaborazione secolare, che prende spunto dai primi principi etici classico-europei stabiliti dalla Bill of Rights e dalla dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Le sue origini però si possono ancor di più far risalire alla sua diretta antenata: la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione francese, cioè nella dichiarazione nella quale per la prima volta nella storia moderna si delineano in maniera chiara i diritti civili e politici dell’individuo.

È la base di molte delle conquiste civili del XX secolo. Molto rilevanti nel percorso che ha portato alla sua realizzazione sono i Quattordici punti redatti dal presidente Woodrow Wilson nel 1918 e i pilastri delle Quattro Libertà enunciati da Franklin Delano Roosevelt nella Carta Atlantica del 1941. Dopo la fine della seconda guerra mondiale ad essa sono poi seguite la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, elaborate dalla Commissione per i Diritti Umani ed entrambe adottate all’unanimità dall’ONU il 16 dicembre 1966.

 

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