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Non “oscurare” la coscienza di un giornalista

Volevo riflettere insieme a voi su un’argomento che davvero mi sta molto a cuore: quello della libertà di stampa. Molto spesso la professione di un giornalista tende a scontrarsi con infiniti ostacoli.

Il più grave di tutti è quello della paura, non tanto vissuta in prima persona, ma la paura che attanaglia l’editore o il direttore responsabile di un giornale. Cosa succede quando capita una cosa del genere?

Io penso che se questa paura invade l’animo di chi ricopre ruoli di responsabilità, non significa niente altro che quella notizia è autentica, probabilmente scomoda, ma proprio per queste due ragioni nessun0 ha il diritto di nasconderla o oscurarla.

Farlo corrisponderebbe ad un gesto di viltà, e non solo. Significherebbe nascondere la verità.

Alziamo le nostre voci affinché giorno dopo giorno, la coscienza e l’autenticità degli organi di stampa e dei giornalisti sia davvero il baluardo che ci consenta di vivere in una società libera nella quale non si debba mai vivere in maniera servile di quei poteri criminosi i quali tendono a soffocare le coscienze di tanti uomini e donne liberi.

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