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Costantino e l’Editto di Milano: la nascita dell’Impero cristiano

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Oggi vogliamo fare un salto nell’antica Roma, precisamente nel 313, durante l’Impero di Costantino.  Costantino si insediò come imperatore solo dopo l’abdicazione di Diocleziano e Massimiano, avvenuta nel 305, e la sconfitta del suo rivale Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio, che avvenne a Roma nel 312. Questi erano periodi difficili per i cristiani, poiché il loro culto non era riconosciuto. Costantino, allora, a differenza di Diocleziano, prese una decisione che influenzò il corso della storia fino ad oggi: puntare sui cristiani. Benché inferiori per numero, la loro ricchezza poteva essere sfruttata, così l’Imperatore, con l’editto di Milano del 313, concesse la libertà di culto ai cristiani, promulgando, in seguito, leggi in loro favore che vincolarono al cristianesimo lo Stato e la dinastia costantiniana. Costantino, inoltre, si comportò in modo molto protettivo nei confronti dei cristiani, infatti egli si pose come tutore della religione cristiana. Ma per la prima volta, con il Concilio di Nicea avvenuto nel 325, un imperatore si intromise nelle questioni religiose dichiarando l’arianesimo un’eresia. Costantino convocò il concilio di Vescovi a Nicea e qui fece scomunicare Ario e reprimere la sua dottrina. Costantino, prima della sua morte nel 337, fondò una nuova capitale nell’antica Bisanzio e questa città prese il nome di Costantinopoli dal suo fondatore. L’Imperatore concepì questa Nuova Roma come capitale imperiale e cristiana, proiettata verso Oriente.

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