Ultimate magazine theme for WordPress.

- Advertisement -

Chiesa e Impero: Potere Ecclesiastico e Potere Laico

di Alessandro Fedele

Il Medioevo, lo sappiamo bene, è un periodo tutto particolare, ma è anche un periodo della storia fortemente intriso di religiosità. La vita vuole essere concepita con il concetto di Civitas Christiana, ovvero una società totalmente basata sulla rivelazione di Dio.

La mentalità dell’epoca medioevale sviluppa una concezione cristocentrica del mondo.La Trinità, però, poteva essere riflessa sulla terra, un uomo poteva definirsi o farsi definire governate per conto di Dio in terra. Il Papa.

Vari scontri tra potere Papale e potere Imperiale hanno fatto la storia. Uno tra questi ha origine nell’800, precisamente nella notte di Natale dello stesso anno, quando a Roma, Papa Leone III, incoronò Carlo Magno, re dei franchi.

Con l’incoronazione di Carlo da parte del Sommo Pontefice veniva legittimato il potere, in quanto questo proveniva da Dio. Carlo divenne così la guida del Sacro Romano Impero.

Qualche cosa però andò storto durante la sua incoronazione a re. Il Papa utilizzò una formula non tanto gradita a Carlo che in quel momento si sentiva molto di più re di un impero franco-germanico che di un impero romano-cattolico.

Alla sua morte succedette Ludovico il Pio, suo figlio, il quale ebbe vita breve morendo in battaglia e in seguito alla sua morte tra i suoi eredi si scatenò una guerra che si concluse solo nell’834 con il Trattato di Verdun.

La Chiesa, dunque, rappresentava il potere spirituale in quel momento e l’Impero quello temporale. La Chiesa, inoltre, fino all’incoronazione di Ottone I, era l’unica a poter decidere di incoronare o scomunicare un imperatore.

Ottone I, una volta fattosi incoronare, fece in modo che da quel momento l’elezione del Papa spettasse all’imperatore. Si diede così origine ad uno scontro tra Papato e Impero. Dopo vari imperatori salì al trono imperiale Enrico III, nel 1039.

Egli si preoccupò di risolvere il dissidio con la Chiesa, ma ad un certo momento ben tre papi si contendevano il potere a Roma e così l’Imperatore li depose nominandone altri tre.

Nel 1059 Niccolò II fu eletto nuovo pontefice ma questa volta il nuovo papa violò il privilegium othonis senza chiedere la conferma dell’Imperatore. In seguito un concilio decretò che quel momento il Papa sarebbe stato eletto solo e unicamente da un collegio di Cardinali.

A papa Niccolò succedette Gregorio VII, l’unico papa che ristabilì l’ordine umiliando l’Imperatore. Egli non solo limitò il potere temporale dei Vescovi, redisse il Dictatus Papae con il quale dichiarava l’imperatore dipendente dal potere del Papa. Gregorio VII infine scomunicò l’Imperatore che in quel momento era Enrico IV.

Un imperatore scomunicato non era quindi un imperatore sicuro per il popolo, non aveva l’approvazione di Dio. Enrico fu allora costretto a recarsi al Castello di Matilde di Canossa, dove temporaneamente alloggiava il Papa nel gennaio del 1077.

L’Imperatore si accampò fuori le mura del castello sotto la neve per chiedere al Pontefice di essere perdonato. Solo dopo tre giorni al freddo Gregorio VII decise di farlo chiamare per perdonarlo.

I conflitti si placarono solo per poco. I due governanti morirono ma i loro successori portarono avanti i conflitti. Fino al 1122 nessuno vedrà la pace. Con il concordato di Worms tra papa Callisto II e l’imperatore Enrico V si concluse il conflitto.

I due decisero che i Vescovi dovevano essere scelti da soli religiosi; che in Germania l’elezione si sarebbe svolta tra soli delegati imperiali ed infine che l’investitura laica e la consegna delle regalie sarebbe spettata all’imperatore dopo l’incoronazione episcopale: al vescovo l’imperatore poteva consegnare solo lo scettro, la consegna dell’anello e del pastorale spettava al pontefice.

Comments are closed.